Rosso Crispiano

spazio di discussione della Sinistra Radicale Crispianese gestito dal Circolo "Pasolini" -RIFONDAZIONE COMUNISTA- Crispiano

La rinascita dei Bisogni

Questo è il mio piccolo contributo, forza compagni !

Erano 10 anni che non piangevo, eppure l'ho fatto; vedere una delle ragioni della tua esistenza annientata, tritata dal rullo compressore populista che non lascia spazi. L'idea, il confronto, la dialettica, gli anni a discutere nelle sezioni, spiegare in dialetto ad un anziano il significato della parola globalizzazione. Di tutto questo rimane solo il 3%, una fredda percentuale, peggiore del più duro pugno nello stomaco, ma cosa abbiamo sbagliato? Possibile che la nostra gente non ci abbia capito? eppure parliamo dei loro bisogni, delle loro necessita, allora perchè tutto questo?

Credo che queste siano le domande che larga parte dei Compagni di questo Paese ancora si pone, riecheggiano nella testa quando siamo sull'autobus e guardiamo gli anziani, quando siamo nelle piazze e parliamo con gli studenti. Cerchiamo di capire il giudizio del "popolo" nei loro occhi, come se avessimo sete di quelle risposte che questa "burocrazia" di partito non sa darci. Ora vorrei che provassimo a  chiederci come mai le nostre riunioni sono sempre semi-deserte, perchè le nostre iniziative sono piene di intellettuali depositari della "ragion pura"? Forse la gente non capisce, non ci comprende perchè siamo lontani da loro. Siamo così bravi a cercare le relazioni tra "l'economia capitalistica" e "la condizione attuale del nuovo proletariato moderno" ma dove siamo quando l'anziana sulla sedia a rotelle ha bisogno di un marciapiede con la salita? Dove siamo quando gli operai dei quartieri poveri cercano sicurezza perchè vivono in posti da schifo? Noi ai ragazzi precari non sappiamo più neanche dargli un sogno, già, neanche la speranza che la lotta possa pagare ed anche bene.

Forse siamo diventati vecchi, non anziani ma vecchi, da superare, vecchie vestigia e vecchi colori che per i lavoratori di questo Paese non contano più nulla, solo qualche battuta finale, alle 01.30 di notte, nel salotto di Porta a Porta (quando chi deve alzarsi alle 06.00 dorme gia da un pezzo). Eppure io ci credo, penso che fin quando ci saranno i bisogni, la Sinistra (quella con la S maiuscola) ,non morirà mai, ma bisognerebbe riprendere il filo interrotto con la nostra gente, il filo di un dialogo da ricostruire, con sacrificio ed umiltà, ricominciando dalla gente e per la gente, senza scorciatoie.

Devono finire i tempi del politicamente corretto, deve finire l'ipocrisia di salotto della "ragione a tutti i costi", bisogna ritornare a fare politica nei quartieri, diventare un punto di riferimento in termini di affidabilità e di garanzia per tanta gente che garanzie, ormai, non ne ha più. Compagni credo che da domani "o si vince o si muore" ed io, sinceramente, non ho voglia di morire. Ora vorrei farvi partecipi di un sogno: Sogno dei circoli dove il lavoratore possa parlarci dei suoi, quotidiani, problemi, dei circoli dove possa cercare consiglio e possa essere coinvolto nelle tante battaglie che ci aspettano. Abbiamo dimenticato come si stringe una mano sporca di calce? Oppure come si parla ad una persona che ha la terza media? Vogliamo provare a discutere con gente che, nonostante una laurea, non legge un libro da tre anni? 

Frose dovremmo toglierci di dosso la polvere della nostra presunzione, scendere dal piedistallo di vetro e ritornare ad essere il riferimento della gente di questo Paese. Oggi, più che lunghe discussioni sulle colpe, ci servirebbe un sano lavoro di militanza, nuova, con altre forme, ma una sana militanza depurativa. Basta perder tempo, forse, il nostro tempo, comincia proprio adesso.

Giuseppe Padula

Ecco la Riforma delle Pensioni

 

- 58 ANNI DAL 2008: nel 2008 si potrà andare in pensione a 58 anni di... [...]

Ma non avevate detto che.....

Più divertente delle spigolature della Settimana Enigmistica, più stuzzicante d’un cruciverba, più interattivo di Second Life, si gioca insieme con gli amici o con i vicini d’ombrellone. Cos’è?!

MA NON AVEVATE DETTO CHE…

Vi proponiamo un gioco per l’estate, specialmente se siete quella categoria di persone che ad Agosto rimane a casa.
Oppure se siete dotati di dispositivi tecnologici da ostentare in spiaggia, sulla parete di un montagna, o in discoteca.
Qui c’è il programma dell’Unione così come tutte le forze dell’attuale maggioranza di Governo l’hanno sottoscritto.
Trovate – su di un tema che a voi interessa oppure su uno dei tanti tormentoni governativi – le piccole o grandi differenze tra l’azione di governo e il programma con cui è stato eletto.

Potete poi copiare le parti che più vi stuzzicano e spedirle a
parlacon@rifondazione.it così poi le spediremo tutte a Palazzo Chigi con oggetto: ma non avevate detto che…

Poi sdraiatevi sulla sabbia, o all’ombra del condizionatore e… preparatevi per l’autunno... perché sarà ancora molto, molto caldo!

Gloria in excelsis Deo et in terra PACS - Manifestazione 10 marzo 2007 - Roma -

“Contro le gerarchie vaticane e gli organizzatori del Family Day”

"Gloria in excelsis Deo et in terra PACS". Recita così il manifesto che i Giovani Comunisti si apprestano ad affiggere sui muri di Roma sabato mattina come invito alla manifestazione "Sveglia! Diritti Ora", in programma in Piazza Farnese alle ore 15. “E' la nostra risposta alla prepotente campagna delle gerarchie vaticane contro i diritti civili, contro i Pacs che sono stati ridotti a ‘Dico’”, spiegano Elisabetta Piccolotti e  Federico Tomasello, portavoce nazionali dei Giovani di Rifondazione.

“La nostra vuole essere anche una provocazione diretta agli organizzatori del Family Day: non è bene scomodare il cattolicesimo per intervenire nella vita terrena di chi magari non è nemmeno cattolico”, continuano i due leader dei Gc.

“Il dibattito politico di questi mesi è stato già abbastanza disperante, per noi e per tante persone omosessuali. Utilizziamo la parola Pacs e non Dico perchè pensiamo che quella mediazione parlamentare sia stata guidata più dalle solite ingegnerie parlamentari che dalla reale volontà di riconoscere diritti a chi è discriminato dalla legislazione italiana – concludono - Laicità e libertà sono temi che sicuramente faranno ancora discutere. La battaglia sui diritti civili infatti non si chiude con i Dico, anche nel caso in cui dovessero essere approvati dal Parlamento”.


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